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venerdì 12 agosto 2011

La crisi dei rifiuti a Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema ben più grande: lo smaltimento della spazzatura. Si tratta di una grave questione che ci coinvolge direttamente: basta considerare che ciascuno di noi produce circa 540 kg di rifiuti ogni anno. Ridurre questa cifra deve diventare un imperativo non solo per evitare il ripetersi di situazioni dannose per la salute, ma – soprattutto – per salvare da noi stessi il mondo in cui viviamo e di cui siamo ospiti. 
James Lovelock, autore di diversi testi sull’ecologia, ha immaginato la Terra come un essere umano: il deteriorarsi di una sua parte può dare inizio ad una reazione a catena che finisce con l’annientarlo completamente. Quello che arriva dalla Campania è il suono di un potente campanello d’allarme: è necessario cambiare strada in fretta e il primo passo è ridurre quei 540 kg a 100. Ecco quindi dieci consigli rivolti non solo a voi lettori, ma anche a nostri amministratori, poiché solo collaborando si potranno ottenere dei risultati significativi. 
1) Raccolta differenziata porta a porta
La raccolta differenziata non riduce il numero di rifiuti, ma ne aiuta lo smaltimento. Per renderla davvero efficace si dovrebbe risolvere la mancanza di apposite strutture nell’area circostante alla raccolta, causata dalla cosiddetta sindrome di Ninby ( not in my backyard - non nel mio giardino) che spinge le amministrazioni ad allontanare gli impianti o a trasportare all’estero la spazzatura emettendo cospicue quantità di gas serra. Per funzionare, un meccanismo del genere deve poter beneficiare di una serie di centri di riciclaggio posizionati strategicamente e nelle vicinanze. Oltre a ciò è necessaria la collaborazione di tutti. Solo raccogliendo i rifiuti porta a porta ed istituendo degli incentivi ad hoc per i cittadini si può infatti sperare di ottenere dei risultati apprezzabili.


2) Niente imballaggi
Gli imballaggi costituiscono un vero e proprio cancro. In Italia ogni anno ne vengono prodotti circa 12 milioni di tonnellate (212 kg annui a testa). Ogni tipo di cibo o bibita è impacchettato e il costo di questa follia ricade direttamente su di noi. La soluzione potrebbe essere quella di evitare le merci preconfezionate, utilizzare  contenitori durevoli e eliminare completamente il package nella vendita al dettaglio di certi articoli che per le loro dimensioni o caratteristiche possono essere trasportati ugualmente. 
3) Addio Tetrapak e Pet
Il Tetrapak è un poliaccoppiato di plastica, alluminio e carta. In Italia ne vengono prodotti circa 5 miliardi di pezzi all’anno, di cui solo il 17% viene riciclato. Il Pet invece è il tipo di plastica usato per le bottiglie e ogni anno se ne devono smaltire all’incirca 200.000 tonnellate al costo di 1 milione di tonnellate di emissioni nocive.
Distribuire i liquidi alla spina e dotarsi di appositi contenitori come borracce, brocche e thermos, potrebbe rivelarsi determinante. 
4) Basta con le lattine
Dobbiamo dire addio alla lattina ghiacciata in mano davanti alla tv. Il costo di questo piacere è davvero enorme, infatti ogni anno in Italia ne vengono buttate oltre 1 miliardo e mezzo. A ciò si deve sommare il costo del riciclaggio dell’alluminio in termini di dispendio energetico e produzione di gas serra. Anche in questo caso, sostituire le lattine con il vetro o servire le bevande alla spina potrebbe costituire un vero passo in avanti. 
5) Abolire le stoviglie di plastica
Bisognerebbe proibire l’utilizzo delle stoviglie in plastica usa e getta da tutte le mense scolastiche, statali o aziendali. Questo, assieme alla messa al bando delle bottiglie in Pet potrà avvenire soltanto se le aziende appaltatrici dei servizi di ristorazione verranno incoraggiate adeguatamente dalle amministrazioni locali a adottare materiali riutilizzabili non usa e getta. 
6) Donare o rivendere
I beni usati, come gli abiti o gli strumenti elettronici, costituiscono una grossa percentuale dei rifiuti che ogni anno devono essere smaltiti. I primi potrebbero essere donati ad associazioni di beneficenza, i secondi invece, in molti casi, possono essere restituiti ai negozi in cui si acquista un nuovo bene poiché il rivenditore è obbligato a smaltire il vecchio. In certi casi, come quello di computer di qualche anno fa, si potrebbe abbattere ulteriormente la barriera imposta dal digital divide che separa ancora molti dal mondo della Rete. 
7) Il Compostaggio
Cosa fare degli umidi? Ovvero dei rifiuti organici che non si possono riciclare? Il Compostaggio è la soluzione migliore. Si può facilmente raccogliere questo tipo di scarti in un contenitore in cui si fanno decomporre grazie all’inserimento di apposite sostanze naturali. Il risultante è un ottimo concime per le piante e consente di fare un ulteriore passo in avanti perché, utilizzando questo sistema, si può scendere sotto la soglia dei 100 kg di rifiuti annui. 
8) Beviamo l’acqua del rubinetto
Ricevere l’acqua a casa direttamente dalle tubazioni dovrebbe costituire un obiettivo di primaria importanza. Si potrebbero eliminare del tutto i 9 miliardi di bottiglie in Pet che vengono utilizzate ogni anno in Italia. Per fare ciò bisognerebbe sistemare le tubazioni e migliorare la qualità dell’ acqua del sindaco, che a volte, nelle bollette, può assumere il nome poco rassicurante di acqua per uso domestico…
9) Produrre a km zero
La distanza degli impianti di produzione da quelli di distribuzione deve essere azzerata. Bisogna consumare quello che si produce in loco e dare spazio a rivendite eco-solidali e a costruzioni bioenergetiche.
Ma anche evitare di mangiare fragole e ciliege nei periodi invernali e consumare la frutta e verdura di stagione può essere un inizio. 
10) Sostituire la carta
Alle soglie dell’era del cloud storage non possiamo non affidarci alla tecnologia ed abbandonare la carta. Basta con gli elenchi del telefono che ogni anno vengono depositati alle nostre porte, basta con gli sconfinati archivi cartacei, la cancelleria degli uffici e tutta quella serie di documenti che ogni vengono prodotti dagli antiquati meccanismi della burocrazia. Archivi digitali, quotidiani online e ebook sono dei più che degni successori dei loro predecessori.





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