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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

mercoledì 22 giugno 2011

Il dolore è il sintomo più comune della malattia che segnala il rischio di perdita dell’integrità psicofisica.
Se questo è vero nelle malattie acute non lo è nelle patologie croniche, quando il dolore perde la sua funzione di “sentinella “
e diventa esso stesso “malattia”, causa di sofferenze inutili e umilianti.Ogni anno nel nostro Paese muoiono di cancro oltre 150 mila persone e più del 70% di questi cittadini soffre dolori insopportabili e atroci per la mancanza di cure palliative adeguate. Per “cure palliative” l’Organizzazione Mondiale della Sanità intende quelle terapie che si applicano a pazienti colpiti da una malattia che non risponde più postivamente a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte: l’obiettivo è il controllo del dolore, tale da permettere di vivere gli ultimi istanti dell’esistenza in modo dignitoso. Per i pazienti e le loro famiglie.L’Italia è all’ultimo posto in Europa nel campo delle cure palliative;Mario Bosco,ricercatore dell'Istituto di anestesia e rianimazione dell'Università Cattolica di Roma dichiara:"Nel nostro paese esiste ancora una forte ostilità all'impiego di oppiacei nella terapia del cancro. In tutti i paesi occidentali più evoluti l'impiego di morfina nel dolore neoplastico è considerato tra gli indici di civiltà. Qui invece abbiamo grossissimi problemi, i medici hanno enormi resistenze. Il medico di base dovrebbe svolgere il ruolo di informatore del paziente riguardo alle possibilità di assistenza domicialere, cure palliative e terapia del dolore. Ma in effetti non lo fa. Più in generale, in Italia c'è un atteggiamento diffuso di paura nei confronti della morfina, considerata quasi come rimedio eroico che sottolinea l'ineluttabilità della situazione. Noi abbiamo una concezione ancora molto fatalistica del dolore".Tale linea di pensiero pare largamente condivisa dalla chiesa cattolica visto che nel 2009 papa Ratzinger durante il suo viaggio in Africa dichiarava "soffrire con i sofferenti",non evitare, piuttosto, sofferenze indicibili e ingiustificate,una vera e propria sindrome sadomaso , dell’estetica delle ulcerazioni mistiche delle stimmate, delle piaghe autoinferte col cilicio, della mortificazione della carne.




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