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venerdì 10 giugno 2011
Tornando dalle regioni a nord della capitale, dal viterbese, con la macchina che corre sulla Cassia, magari di notte, è impossibile non notare sulla destra, in località La Storta, la grande antenna a forma di croce che di notte, illuminata, domina il panorama circostante: è la trasmittente di Radio Vaticana che proprio da quell’appezzamento trasmette fuori da ogni lunghezza di banda accettabile il segnale della principale radio di informazione cattolica in tutto il mondo. E’ l’origine delle trasmissioni, è la fonte del segnale: e un tale irradiamento ha, più volte nel passato, causato malattie incurabili come leucemie e tumori. Le testimonianze degli abitanti di Cesano, che quando accendono la radio o suonano il citofono sentono Radio Vaticana, sono tantissime.
VATICANO AMBIENTALISTA – E’ di oggi l’uscita di Papa Ratzinger che si schiera con decisione a favore delle fonti rinnovabili e per il rispetto dell’ambiente.
Adottare complessivamente uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie appropriate che salvaguardino il patrimonio della creazione e siano senza pericoli per l’uomo, devono essere priorità politiche ed economiche”. Lo ha affermato Benedetto XVI nel discorso ai nuovi ambasciatori di Moldova, Guinea Equatoriale, Belize, Siria, Ghana, Nuova Zelanda, il cui ha fatto riferimento alle “innumerevoli tragedie” che hanno toccato quest’anno “la natura, la tecnica e i popoli”. Benedetto XVI ha evocato l’emergenza della centrale nucleare di Fukushima in un discorso ai nuovi ambasciatori ricevuti per la presentazione delle credenziali.
Una presa di posizione molto netta che segue quella della Conferenza Episcopale Italiana, che si è schierataa favore del referendum per il mantenimento della natura pubblica del servizio idrico nazionale.
Il segretario generale della CEI, monsignor Mariano Crociata: “Dobbiamo dire che questioni come quella dell’acqua dobbiamo sempre esercitare una grande vigilanza e responsabilità sociale, perché si tratta della cura che dobbiamo avere di questo bene, come di tutti i beni comuni”. “L’invito e l’incoraggiamento dei vescovi non può essere che verso una cura sempre più grande perché i beni comuni rimangano tali e siano salvaguardati e custoditi per il bene di tutti”.
Come si conciliano queste posizioni di apertura e di spiccato ambientalismo con i tanti (addirittura) morti che le antenne della Radio Vaticana hanno causato a Cesano e dintorni?
MORTI A CESANO – Solo pochi giorni fa sono emerse infatti le denunce di nuovi casi proprio nella zona nord di Roma. Si tratta di malattie sfiguranti come appunto tumori, cancri del sistema circolatorio come la leucemia. Dietro i nomi medici, volti di persone che la radio dei preti ha distruttofisicamente e psicologicamente.
Secondo quanto si è appreso gli esposti riguardano i casi di un bambino di sei anni di Santa Maria di Galeria che si è ammalato di leucemia, e di una ragazza di 26 anni di Anguillara morta due anni fa. “Allo stato sono circa venti i casi di persone ammalatesi dal 2006 al 2011″, hanno sottolineato dal comitato, presieduto da Augusto Rossi. Nei mesi scorsi è stata depositata la perizia epidemiologica svolta, in sede di incidente probatorio, su incarico del gip Zaira Secchi, nell’ambito dell’inchiesta avviata per omicidio colposo, per verificare l’eventuale esistenza di un nesso di causalità tra i decessi avvenuti e le onde elettromagnetiche. Nel dossier depositato al giudice, gli esperti hanno affermato che “lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini (0-14 anni),
Così il comunicato del comitato che vigila sulle morti per malattie connesse alle radiotrasmissioni a nord di Roma.
ANTENNE KILLER – Il dossier del comitato “Bambini senza onde” è completo nel riportare le caratteristiche territoriali e tecnologiche dell’impianto che, secondo le notizie disponibili, è chiaramente oltre i limiti di legge.
Il fondo elettromagnetico dei territori adiacenti l’impianto trasmittente è elevatissimo. Ciò è stato accertato da una campagna di rilevazioni [4], effettuata dagli organismi competenti tra aprile e ottobre del 1999: nelle zone circostanti l’impianto di Radio Vaticana si è riscontrato il superamento del limite di 6 V/m previsto dall’art. 4, D.M. 381/1998 “Misure di cautela ed obiettivi di qualità”. L’articolo 4 dispone che tale valore non vada superato nei luoghi dove si permane per più di 4 ore (abitazioni, uffici, scuole, luoghi di lavoro). Le trasmissioni della Radio Vaticana provocano inoltre interferenze su alcuni apparecchi domestici quali citofoni e telefoni. Interferenze elettromagnetiche vengono anche costantemente rilevate su protesi acustiche, cancelli automatici, strumentazioni elettroniche delle autovetture e, in corrispondenza di Cesano, sulla strumentazione elettronica dei treni che percorrono la ferrovia adiacente gli impianti di Radio Vaticana. In Località La Storta sorge inoltre anche il Centro Telegrafico Italiano di Santa Rosa; fra l’altro al punto 4 dell’Accordo dell’8 ottobre 1951 è specificato che le trasmissioni della Radio Vaticana non devono creare interferenze con i servizi di telecomunicazione del suddetto centro di trasmissioni.
Insomma, per ricapitolare: il Vaticano continua a far ammalare bambini e adulti in una zona a neanche 10 minuti di automobile da Roma; quando si tratta però di difendere la qualità della vita e dell’ambiente a livello globale, il pontefice non si fa problemi a pronunciare alti proclami di massima, e massimamente condivisibili. Ma i morti di Radio Vaticana? Le ultime dichiarazioni del Vaticano fanno sapere che “le emissioni si sarebbero notevolmente ridotte” grazie al trasferimento di molti dei servizi su Internet. Ma tutte le patologie causate finora? Di quelle non ci si fa carico. Fukushima è lontanissima, ed è sempre molto comodo parlare di qualcosa che non si tocca con mano. Ai morti di Cesano chi bada?





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