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sabato 28 maggio 2011
Il 2013 dovrebbe rappresentare l’anno decisivo per la fine di questi inutili e dannosi test – ha detto Michela Kuan, biologa, responsabile della LAV - e per la sorte delle migliaia di animali ancora uccisi in questo ambito sperimentale, ma il divieto europeo rischia di slittare di altri 10 anni: Parlamento e Commissione UE potrebbero seguire il discutibile parere di esperti che sembrano favorevoli a un ulteriore posticipo del divieto, andando anche contro l’opinione pubblica che rappresentano, dichiaratasi fortemente contraria alla vivisezione soprattutto in questo ambito, e contro la sempre più ampia parte del mondo scientifico contraria ai test su animali 


TUTTAVIA, POSSIAMO FARE MOLTO, BOICOTTANDO I PRODOTTI TESTATI SUGLI ANIMALI, SPINGENDO IN QUESTO MODO LE AZIENDE A SCEGLIERE DI NON FARLO: LE PERSONE CHE RIFIUTANO DI ACQUISTARE QUESTI PRODOTTI, SONO IN COSTANTE AUMENTO. 


Ci sono aziende che producono linee cosmetiche di alta qualità, che NON testano i propri prodotti sugli animali: una di queste, è la Kalleis (visita il sito) che come potete osservare nella sezione del sito dedicata alla ricerca, specifica che "i test non coinvolgono in alcun modo cavie animali".

Per testare la tossicità dei cosmetici, molte industrie praticano regolarmente 5 tipologie di test su topi, cavie e conigli. Vediamo nel dettaglio quali sono.
1) Tossicità per uso ripetuto: conigli e ratti sono costretti a mangiare o inalare gli ingredienti da testare; in alternativa la sostanza viene spalmata sulla pelle rasata per un periodo che può arrivare fino a 90 giorni e a fine esperimento l’animale viene soppresso. (dopo tre mesi di sofferenze)
2) Tossicità riproduttiva: femmine gravide di coniglio o ratto sono alimentate forzatamente con la sostanza da verificare e poi uccise per studiarne il feto.

3) Tossico cinetica: conigli e ratti sono costretti ad ingerire la materia prima, vengono poi soppressi per esaminare la distribuzione e l’accumulo della sostanza negli organi, quali assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione della sostanza presa in considerazione.
4) Sensibilizzazione cutanea: dopo essere stati rasati, cavie e topi vengono messi a contatto con la sostanza per determinare eventuali relazioni allergiche. Anche in questo caso – dopo la fine dell’esperimento - gli animali vengono regolarmente soppressi.

5) Cancerogenicità: i ratti sono alimentati forzatamente con la sostanza da testare per un periodo di almeno 2 anni, poi vengono uccisi per esaminare l’eventuale insorgenza del cancro.
Ma come facciamo a riconoscere i cosmetici cruelty free, ovvero quelli non testati sugli animali? Occhio all’etichetta! Uno strumento importante per riconoscere un cosmetico non sperimentato sugli animali è sicuramente l’etichetta. Vediamo allora cosa vogliono dire le diciture che compaiono sulle etichette delle confezioni dei cosmetici.

1) Stop ai test su animali. Controllato da Icea per LAV, è l’unico disciplinare internazionale a garantire che le aziende aderenti non conducono, commissionano o prendono parte ad alcun test su animali, né acquistano materie prime, formulazioni o prodotti introdotti sul mercato dopo l’adesione allo Standard.
2) Clinicamente testato: fa riferimento al prodotto finito, indica che è stato oggetto di test su volontari, ma questo non garantisce di per sé che non siano stati effettuati anche test su animali.
3) Dermatologicamente testato: anche in questo caso la dicitura fa riferimento al prodotto finito, testato per valutarne gli effetti sulla pelle. Può essere considerata sinonimo di “clinicamente testato” e quindi non garantisce che non siano stati effettuati anche test su animali.
4) Microbiologicamente testato: si riferisce ai controlli che i prodotti cosmetici devono subire in fase di produzione per verificare contaminazioni da parte di funghi e batteri, potenzialmente pericolose per la pelle, ma – anche in questo caso – ciò non vuol dire che gli animali siano esclusi dalla sperimentazione.
5) Non testato su animali: è una dicitura non ufficiale, ma adottata volontariamente da molte aziende. La legislazione UE prevede la possibilità di apporre etichette di questo tipo solo se in nessun momento della filiera produttiva si è fatto ricorso a test su animali. Questo può essere verificato solo controllando tutti i fornitori di materie prime, come prevede lo Standard “Stop ai test su animali. Controllato da Icea per LAV”.
6) Cruelty free: la dicitura non è chiara, perché non è specifica all’ambito sperimentale; può riguardare anche solo l’origine dei prodotti, come nel caso di cosmetici privi di ingredienti di origine animale.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

può inserire tra le aziende anche la CORPOLIBERO (Proh) che non sperimenta su animali

Anonimo ha detto...

Meglio testarli direttamente sugli uomini, no?

Anonimo ha detto...

IO HO SEMPRE DATO IL MIO 8X1000 ALLA LAV MA PENSO CHE QUESTO ANNO SARA' L'ULTIMA VOLTA IN QUANTO ANCORA NON HO SENTITO UNA SOLA VOCE CONTRO L'UCCISIONE DEGLI ANIMALI DA PARTE DEI MACELLAI MUSULMANI. POSSIAMO RISPETTARE LE LORO TRADIZIONI ANTIANIMALISTE CHE USANO NEI LORO PAESI MA DA NOI MI PARE CI SIA UNA LEGGE CONTRO LA MACELLAZIONE DELLE BESTIE CON DOLORE.PERCHE' TUTTO E' PERMESSO PER UNA RELIGIONE QUANDO A NOI SE SGARRI TI FANNO UNA MEGA MULTA?

Anonimo ha detto...

Forse, se non si fosse mai testato nulla sugli animali... oggi avremmo 1.000.000 di animali vivi ma 1.000 uomini morti. In medio stat virtus

Gatzu ha detto...

Perchè cazzo un'uomo deve essere più importante di qualsiasi altro animale?Molto meglio 1000 uomini morti,senza contare ke troverebbero migliaia di"cavie umane"dietro pagamento,la ragione per cui vengono usati animali,è ke costano molto meno delle persone!!!Io dico:smettiamo di produrre cosmetici,ke intanto non servono a salvare la vita a nessuno!

Anonimo ha detto...

A perche a pasqua secondo te
noi cristiani gli agnelli non li sgozziamo....ma fatti un giro su youtube e guarda cosa facciamo in nome di Dio. li scanniamo eccome.

Anonimo ha detto...

perchè non pubblicate le case che testano sugli animali????

Anonimo ha detto...

scusate, ma a parte i cosmetici, i farmaci come li testiamo?

Ale ha detto...

Qui puoi trovare tutte le aziende che testano:
http://www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm.

Questa invece è la lista aggiornata di tutte le aziende che non testano sugli animali:
http://www.consumoconsapevole.org/download/VIVOfolder.pdf

Imperatore ha detto...

i farmaci nn dovrebbero esistere!! molte persone si bevono quello che è stato preparato in laboratori chimici senza valutare che ci sono gli stessi principi attivi in natura ma che nn si possono brevettare ed ecco che abbiamo i farmaci che ci fanno perdere tempo prezioso per l'evoluzione vera quella che si riferisce solo alla terra e non al portafoglio. ci volgiono ignoranti e complici di crimini come questo sulla vita degli animali e noi lo siamo.

G ha detto...

Purtroppo vi sbagliate. TUTTI i cosmetici sono testati su animali, anche quelli delle aziende che dicono il contrario. Tali aziende si limitano ad usare ingredienti di base già testati da altri, eludendo in questo modo il controllo del consumatore, che legge "noi non facciamo test sugli animali", ma non legge (perché non ce lo scrivono) "...però utilizziamo prodotti che sono stati testati su animali da altre aziende", anche perché un prodotto non testato non potrebbe essere introdotto in commercio secondo le leggi di europa e stati uniti. E ricordatevi che i cosmetici includono anche saponi, bagnoschiuma, shampoo, dentifrici, colluttori, dopobarba...

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