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venerdì 15 aprile 2011

Questo articolo  fornisce testimonianze di alcuni cubani in merito all’assistenza sanitaria


I racconti forniti appartengono a cubani appartenenti a diverse categorie: dipendenti interni, vicini delle periferie dell’Avana, impiegati con contratto locale nazionale, fornitori di servizi quali manicuriste, massaggiatrici, parrucchieri, autisti, musicisti, artisti, insegnanti di yoga, così come studenti di HIV/AIDS e pazienti affetti da cancro, medici, e studenti di medicina stranieri.
Una donna cubana sulla trentina confida: “E’ solo una questione di conoscenze. Io non ho problemi perchè sono sana e e ho degli amici in campo medico. Se non avessi tali collegamenti, come la maggior parte dei cubani, sarebbe terribile”. Racconta che i cubani sono sempre più insoddisfatti del sistema sanitario, della mancanza di rifornimenti e medicine, ma anche del fatto che molti medici sono stati mandati all’estero e quei pochi medici di famiglia che ci sono sono sovraccarichi di lavoro.
Una donna sui 40, in stato interessante, ha avuto un aborto spontaneo. All’ospedale di ginecologia hanno  usato un aspiratore manuale primitivo, per aspirare il contenuto del ventre, senza alcuna anestesia o antidolorifico. Nessuno le ha mai offerto supporto psicologico per la sua perdita né medicinali, né visite di follow-up.
Un bambino cubano di 6 anni, affetto da osteosarcoma (cancro alle ossa) viene ammesso all’ospedale oncologico. Possono visitarlo solo i suoi genitori, e solo per alcune ore. Non ha una televisione, né giocattoli e l’ospedale non offre alcun tipo di sostegno sociale. I genitori non sanno quasi nulla sul decorso della malattia del loro figlio. Secondo l’FSHP (foreign service health practitioner), i malati di cancro non ricevono una cura continuativa utilizzando quelle procedure base per monitorare la cura del cancro, come raggi X, ecografie e scansionatori. Ai pazienti viene data una sommaria descrizione della loro malattia, senza per altro indicare se il tumore si trova in una fase iniziale o in fase metastatica, o anche la prognosi della malattia. Possono essere sottoposti a chirurgia o chemioterapia, ma tale scelta scelta non viene condivisa e discussa e con loro.
Alcuni pazienti affetti da cancro, hanno riferito di aver contratto l’epatite C dopo essere stati sottoposti a interventi chirurgici. Questo significa una totale mancanza di controlli sule trasfusioni di sangue, come normalmente avviene, per evitare il rischio di contagio di epatite B, C , l’HIV e la sifilide. I pazienti non vengono inoltre informati della gravità di tali infezioni.


Durante i trattamenti di chemioterapia e radioterapia i pazienti vengono lasciati del tutto soli ad affrontare gli effetti collaterali normalmente connessi con tali tipi di cure (nausea grave, vomito, febbre, ulcere della bocca, ecc.), per non parlare del supporto emotivo per fare fronte a tali situazioni. I pazienti possono aver difficoltà nel trovare anche i medicinali più banali, come le vitamine o l’aspirina. Non esiste inoltre alcun programma sociale di sostegno alle famiglie.
I pazienti HIV positivi hanno stampato sulla loro carta d’identità nazionale le lettere “SIDA (AIDS) HAVANA 00000103 002 di 006”. In un paese dove la carta d’identità nazionale deve essere mostrata per tutto, come ad esempio per le razioni mensili per acquistare un biglietto del treno, questa sigla vuol dire stigmatizzare una persona a vita. Non esiste il concetto di riservatezza e la discriminazione è molto forte.
Alcuni nuovi pazienti affetti da HIV/AIDS sono tenuti in quelle che vengono chiamate le “Prision con de Pacientes SIDA de San José”, prigioni per i malati di AIDS. Non è chiaro il perchè siano stati confinanti in queste strutture simili a prigioni, ma l’intento sembra chiaramente discriminatorio, anche a causa dell’omosessualità. Il periodo medio trascorso in questa struttura sembra essere di 18-24 mesi.
Ai malati di AIDS non vengono somministrati farmaci per la prevenzione della polmonite. I medici di famiglia non hanno l’autorità per trattare questo tipo di malattia e c’è una sola struttura a Cuba, l’Instituto Pedro Kouri, nell’Avana, dove i pazienti HIV positivi possono ricevere cure specifiche. Secondo i pazienti, si aspettano di solito mesi per un appuntamento, che può essere anticipato col pagamento della classica “mazzetta”. A causa della mancanza di mezzi di trasporto l’intera isola e il costo del viaggio, molti pazienti HIV-positivi possono essere visti solo una volta all’anno. Mentre il GOC sostiene che vi sia una rete di organizzazioni che fornisce sostegno sociale per i malati di HIV / AIDS, molte delle nostre fonti dicono che non ce n’è mai stata nemmeno una. Poiché “marchiati” come HIV positivi, molti non possono proseguire gli studi universitari e pochi riescono a trovare un lavoro retribuito, molti devono ricorrere a lavori umili per sopravvivere.
Il film documentario “Sicko”, diretto da Michael Moore è stato messo al bando perché accusato di essere sovversivo, anche se in realtà l’intento del film è denunciare il sistema sanitario americano, per mettere in luce quello cubano. Ma il regime non ha voluto alimentare il mito di un sistema gratuito ma che chiaramente non è goduto da tutti allo stesso modo.
Anche l’elite del governo cubano qualche volta lascia il paese per sottoporsi a delle cure mediche. Lo stesso Fidel Castro, nel 2006, era stato affidato a un medico spagnolo per la necessaria assistenza.
Secondo un pediatra locale la fascia degli stipendi varia da 325 pesos a 400 pesos mensili (18 dollari al mese). A pochi medici professionisti è consentito l’accesso a Internet e raramente sono autorizzati a viaggiare per partecipare a conferenze internazionali e corsi di aggiornamento. L’accesso alla letteratura medica aggiornata non è possibile. Tutti vogliono andare via, non soddisfatti dei loro salari e delle cure mediche. I migliori istituti medici a Cuba sono riservati agli stranieri con valuta pregiata, i membri della classe dirigente e il personale di alto rango militare. Tali strutture sono: sono: la Clinica Central Cira Garcia (diplomatici e turisti), il Centro Internacional de Investigaciones Restauracion Neurologica (stranieri e militari d’élite), Centro de Investigaciones Medico Quirurgicas (elite militare e regime), Clinica de Kohly (Primer Buro Politico e Generali del Ministero dell’Interno), e ai piani superiori degli Hermanos Ameijeiras Hospital (stranieri) e Frank Pais Hospital (stranieri). Sono strutture igienicamente qualificate con una vasta gamma di apparecchiature per la diagnostica, farmaci a volontà e suites private con tv via cavo e bagni.
Di seguito alcune osservazioni del FSHP derivanti da alcune visite non autorizzate negli ospedali dell’Avana e dalle conversazioni con alcuni pazienti.
Ospedale Hermanos Ameijeiras
Indirizzo: San Lazaro #701 Esquina A Belascoain, Centro Habana, Havana
Data della visita: Ottobre 2007
Costruito nel 1982, questo ospedale recentemente rinnovato, con 600 letti, è rappresentato nel film di Michael Moore “Sicko”, dove circa 60 interventi chirurgici vengono eseguiti quotidianamente tra cui interventi al cuore, reni e trapianti di cornea, per lo più di pazienti che ricevono cure gratuite. I due piani superiori (mostrati nel film) sono i più moderni e sono riservati ai turisti medici e diplomatici stranieri che pagano in valuta forte. L’ospedale dispone di tre unità di terapia intensiva e di tutte le specializzazioni mediche ad eccezione di Pediatria e Ostetricia / Ginecologia e non ha pronto soccorso. La struttura dispone di uno scanner CT (spesso dicono “fuori servizio”), risonanza magneti e camera iperbarica. Entrando nell’edificio il FSHP è stato colpito dalla lobby, grande e impressionante, con un soffitto a quattro piani, pavimenti in terrazzo lucido e un elegante desk centro di accoglienza. Nessuno era alla reception; 30 o 40 persone erano sparse nelle poltrone di pelle-come in tutta la hall. Non c’erano sedie a rotelle o altri segni evidenti che si trattasse di un ospedale. A causa dell’alto afflusso di stranieri alla struttura per ricevere cure e trattamenti, i Cubani non vi sono ammessi, salvo “mazzetta”.
Ospedale Ramon Gonzalez Coro
Indirizzo: Calle 21 #856 between 4th & 6th Avenues, Vedado Plaza, Havana
Data: Luglio 2006
Questo è oggi l’ospedale di Ostetricia e Ginecologia. L FSHP ha visitato questo ospedale con una paziente incinta. Dopo 15 minuti di attesa un infermiere, non troppo gentile, si è presentato per dire di aspettare. Non c’erano sedie nella sala d’attesa. In seguito la paziente è stata portata in una specie di sala per gli esami che in realtà non aveva altro che un tavolo di lamiera arrugginito. Il medico ha poi tirato fuori un vecchio stetoscopio Pinard per il battito fetale. Questo doveva essere uno dei migliori ospedali. Per non parlare del medico che , seppur competente, era decisamente rozzo e sgarbato con la paziente alla quale è stata diagnosticata un infezione e sono stati prescritti degli antibiotici che non vengono in realtà consigliati durante la gravidanza.
Ospedale Salvador Allende
Indirizzo: Calzada Del Cerro # 1551, Cerro, Havana
Data della visita: Novembre 2007
Una vecchia struttura, all’apparenza pulita e ordinata. Il FSHP non ho visto nessuna medicina “reale” o cura praticata durante il suo quasi un’ora di passeggiata per la maggior parte degli edifici. Ai pazienti viene richiesto di portare da casa lenzuola, asciugamani, sapone e cibo supplementare. Nel servizio di ristorazione solo pesce, patate, riso e uova. Non erano disponibili frutta, verdura o carne fresca.




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