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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

lunedì 11 aprile 2011

Lo scorso weekend è partita la nuova campagna di sensibilizzazione della Lega Anti Vivisezione contro i cosmetici testati sugli animali che verrà bissata anche la prossima settimana. Il 9 e il 10 aprile infatti, gli attivisti saranno in molte piazze italiane per distribuire la nuova e pratica guida per imparare a riconoscere i cosmetici non testati sugli animali.  
Con l’occasione la LAV ha anche lanciato una raccolta di firme per difendere il bando dell’Unione Europea che dovrebbe mettere fine a tutti gli esperimenti cosmetici sugli animali.
LAV, cruelty Free, sperimentazione animale, vivisezione, cosmetici.
Il 2013 dovrebbe rappresentare l’anno decisivo per la fine di questi inutili e dannosi test – ha detto Michela Kuan, biologa, responsabile della LAV - e per la sorte delle migliaia di animali ancora uccisi in questo ambito sperimentale, ma il divieto europeo rischia di slittare di altri 10 anni: Parlamento e Commissione UE potrebbero seguire il discutibile parere di esperti che sembrano favorevoli a un ulteriore posticipo del divieto, andando anche contro l’opinione pubblica che rappresentano, dichiaratasi fortemente contraria alla vivisezione soprattutto in questo ambito, e contro la sempre più ampia parte del mondo scientifico contraria ai test su animali La LAV vuole scongiurare questo rischio, che comporterebbe un ritardo nel progresso della ricerca e in termini di sicurezza, e per migliaia di animali ancora sofferenze e morte: il 9-10 aprile, in tante piazze d’Italia, i cittadini con una semplice firma possono aiutarci a difendere il bando europeo definitivo dei test cosmetici su animali”.


I cinque test di tossicità 
Per testare la tossicità dei cosmetici, molte industrie praticano regolarmente 5 tipologie di test su topi, cavie e conigli. Vediamo nel dettaglio quali sono.
1) Tossicità per uso ripetuto: conigli e ratti sono costretti a mangiare o inalare gli ingredienti da testare; in alternativa la sostanza viene spalmata sulla pelle rasata per un periodo che può arrivare fino a 90 giorni e a fine esperimento l’animale viene soppresso.
2) Tossicità riproduttiva: femmine gravide di coniglio o ratto sono alimentate forzatamente con la sostanza da verificare e poi uccise per studiarne il feto.
3) Tossico cinetica: conigli e ratti sono costretti ad ingerire la materia prima, vengono poi soppressi per esaminare la distribuzione e l’accumulo della sostanza negli organi, quali assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione della sostanza presa in considerazione.
4) Sensibilizzazione cutanea: dopo essere stati rasati, cavie e topi vengono messi a contatto con la sostanza per determinare eventuali relazioni allergiche. Anche in questo caso – dopo la fine dell’esperimento - gli animali vengono regolarmente soppressi.
5) Cancerogenicità: i ratti sono alimentati forzatamente con la sostanza da testare per un periodo di almeno 2 anni, poi vengono uccisi per esaminare l’eventuale insorgenza del cancro.
Ma come facciamo a riconoscere i cosmetici cruelty free, ovvero quelli non testati sugli animali? Occhio all’etichetta! 
Uno strumento importante per riconoscere un cosmetico non sperimentato sugli animali è sicuramente l’etichetta. Vediamo allora cosa vogliono dire le diciture che compaiono sulle etichette delle confezioni dei cosmetici.
1) Stop ai test su animali. Controllato da Icea per LAV, è l’unico disciplinare internazionale a garantire che le aziende aderenti non conducono, commissionano o prendono parte ad alcun test su animali, né acquistano materie prime, formulazioni o prodotti introdotti sul mercato dopo l’adesione allo Standard.
2) Clinicamente testato: fa riferimento al prodotto finito, indica che è stato oggetto di test su volontari, ma questo non garantisce di per sé che non siano stati effettuati anche test su animali.
3) Dermatologicamente testato: anche in questo caso la dicitura fa riferimento al prodotto finito, testato per valutarne gli effetti sulla pelle. Può essere considerata sinonimo di “clinicamente testato” e quindi non garantisce che non siano stati effettuati anche test su animali.
4) Microbiologicamente testato: si riferisce ai controlli che i prodotti cosmetici devono subire in fase di produzione per verificare contaminazioni da parte di funghi e batteri, potenzialmente pericolose per la pelle, ma – anche in questo caso – ciò non vuol dire che gli animali siano esclusi dalla sperimentazione.
5) Non testato su animali: è una dicitura non ufficiale, ma adottata volontariamente da molte aziende. La legislazione UE prevede la possibilità di apporre etichette di questo tipo solo se in nessun momento della filiera produttiva si è fatto ricorso a test su animali. Questo può essere verificato solo controllando tutti i fornitori di materie prime, come prevede lo Standard “Stop ai test su animali. Controllato da Icea per LAV”.
6) Cruelty free: la dicitura non è chiara, perché non è specifica all’ambito sperimentale; può riguardare anche solo l’origine dei prodotti, come nel caso di cosmetici privi di ingredienti di origine animale.



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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe bello trovare anche le marche di questi prodotti visto che, almeno per ciò che ho visto io, in giro, tra le più conosciute, non ce n'è nessuna con queste diciture...

Adrienne ha detto...

Caro Anonimo, purtroppo mi ritrovo a doverti dare ragione. Molte grandi ditte produttrici di cosmetici, oltre che vivisettrici, sono anche fastidiosi monopolizzatori. Qualcosa di non sanguinario, però, volendo si trova. Parlo per esperienza personale: io abito in un paese abbastanza piccolo (anche se, fortunatamente, abbastanza vicino alla città), e proprio in una profumeria di paese ho scoperto la marca I Provenzali, di Saponificio Gianasso (così come la Floralia, altrettanto di qualità), certificata Icea per Lav. Anche la Helan, ditta cruelty-free, è facilmente reperibile nelle erboristerie. Per i cosmetici e non solo ho trovato ottima anche la Yves Rocher, in cui si può acquistare anche per corrispondenza.
Ti passo un link come guida per i prodotti cruelty-free ==> http://www.lavocedeiconigli.it/lista_%20nocruelty.htm
So comunque che nei siti di queste aziende si possono trovare anche delle piccole guide per sapere dove poter reperire quei prodotti... In alcune, anche l'acquisto online.
Spero di esser stata utile, buon acquisto!^^

Anonimo ha detto...

Boicottate le grandi marche finchè non la smetteranno di fare questi test atroci,io personalmente se non trovo prodotti"no cruel" preferisco non truccarmi affatto!So ke per molte/i la cosa è inconcepibile,ma pensate al dolore ke questo gesto quotidiano provoca a esseri ke i cosnetici manco li usano...test su volontari,questa è una soluzione!

Anonimo ha detto...

ok, ammazziamo pure gli uomini e coccoliamo gli animali... VI DAREI UNA ZAPPA E VI FAREI SOPRAVVIVERE DI STENTI PER TUTTA LA VITA, VEDIAMO POI COME VI PREOCCUPATE DEGLI ANIMALI...LA GENTE MUORE DI FAME NEL MONDO E VOI PENSATE A FUFFI CHE SE NON HA I CROCCANTINI MIGLIORI NON MANGIA... UNA BELLA GUERRA CI VORREBBE PER METTERE QUESTA SOCIETA' DI M.RDA IN SESTO...O TEMPORA, O MORES!

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