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lunedì 4 aprile 2011


Questo articolo è stato pubblicato su caserta24ore quasi 10 anni fa. Lo riproponiamo nella sua drammaticità perchè da 10 anni a questa parte nulla è cambiato.
18.12.2002 (Caserta24ore). Il Ministero della Sanità ha disposto un’indagine conoscitiva per fare luce sulla reale situazione dell’impianto nucleare del Garigliano, ai confini delle province di Caserta e Latina. La centrale nucleare di Sessa Aurunca sul Garigliano fu costruita nel 1959; da 14 anni l’Italia non produce piu’energia nucleare, ma le centrali sono sempre li’, invecchiano, con il loro carico di combustibile irraggiato – uranio e plutonio – e migliaia di rifiuti stoccati nei bidoni.
L’indagine segue l’azione promossa da 14 sindaci dei Comuni della piana del Garigliano tra cui quelli di Sessa Aurunca, Formia, Gaeta che alcuni mesi fa avevano firmato e sottoscritto un documento in cui richiedevano l’avvio di una indagine epidemiologica sulle cause di morte negli ultimi 30 anni nei loro territori.
I sindaci chiedevano tutte le misure di verifica sanitaria per stabilire se ed, eventualmente, in che misura – la fuoriuscita di sostanze radioattive della dimessa Centrale Nucleare sul Garigliano possa essere messa in relazione di causa e di effetto nei confronti del rilevante numero di casi tumorali registrati negli abitati della zona.
Il leader storico del movimento anti–nucleare Marcantonio Tibaldi, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, aveva dato il via all’iniziativa: “E’ da 41 anni che cerco di denunciare gli effetti funesti della Centrale del Garigliano, ma fino ad oggi nessun si è degnato di rispondere a livello nazionale. Dall’analisi che abbiamo condotto sulle cause di morte degli ultimi trent’anni, è venuto fuori che in provincia di Latina si ha il più alto tasso di mortalità per leucemia e cancro. Ancora per attenersi a dati ufficiali, se nel Lazio si aggira intorno al 7,7 a Latina arriva al 21,63 e al Garigliano al 44,28. E non è tutto. C’è anche un’elevatissima percentuale di malformazioni genetiche. Fino al 1993, anno in cui non si sono più raccolti i dati, sono nati oltre 230 bambini deformi

Ed è proprio in quel periodo che la Nato spostò una propria base costruita all’interno di una montagna del Massico (CE) vicinissima alla centrale nucleare di Sessa, a Mondragone (CE) dove attualmente funziona un comando sotterraneo protetto nel quale verrebbero spostati i comandi NATO in caso di guerra.
Nell’area napoletana, ricordiamo, si trova il quartiere generale della NATO, per la precisione a Nisida. A Gricignano di Aversa ha sede l’US Navy, a Bagnoli il più grande centro per le telecomunicazioni del Mediterraneo.
Proprio gli impianti radar di questo centro destano preoccupazioni agli abitanti della zona per l’inquinamento elettromagnetico i cui effetti si risentono, sia pure con intensità decrescente, fino a quattro chilometri dal luogo di irradiazione coinvolgendo un territorio intensamente popolato a cavallo delle province di Napoli e Caserta.
A Nisida, all’estremità sud-orientale del golfo di Napoli nella stretta lingua artificiale, che unisce l’isola alla costa, è oggi impiantata la sede del Comando delle forze militari NATO per il Sud-Europa. Curioso il fatto che il quartier generale è stato costruito su una zona archeologicamente rilevante. Fino a qualche anno fa non erano archeologicamente noti resti d’impianti portuali antichi, ma le recenti indagini subacquee, condotte dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta per controllare la costruzione di un molo di grandi massi di pietra, hanno potuto rilevare tre pilae ancora in piedi sul fondo marino, superstiti di una numerosa serie di altre finite sotto il riempimento che nella seconda metà del secolo scorso portò alla formazione della lingua di terra dov’è oggi impiantato il comando NATO.
Per quanto riguarda la centrale del Garigliano vi è il sospetto che lo spostamento della base Nato nel 1993, ufficialmente dovuto al taglio di fondi dell’amministrazione Clinton, sarebbe invece dovuto all’inquinamento radioattivo in cui versa la zona, finalizzato ad evitare di sottoporre i militari statunitensi a rischi tumorali.
Tutti i Paesi che hanno una produzione di nucleare hanno provveduto a costruirsi un sito sicuro dove mettere i tutti rifiuti nucleari. L’Italia ci sta pensando soltanto adesso, questo significa che il deposito dovrebbe essere pronto fra 20 anni.
Intanto nelle zone delle centrali dismesse si muore sempre di più per tumore.
I sindaci dei 14 “comuni del Garigliano” chiedono come indennizzo sgravi contributivi incentivi per l’occupazione e l’esonero dalle imposte.





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