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lunedì 25 aprile 2011
Porto Marghera, Venezia (foto Nicola Carlon)
Tra il 1995 e il 2002 vi sono stati circa diecimila morti in più della media nelle 44 aree italiane “fortemente inquinate” censite dal progetto ‘Sentieri’. I primi risultati di questa ricerca sono stati presentati a Roma nel corso di un convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. La stima, provvisoria, è stata fornita da Marco Martuzzi del centro Europeo per la Salute e l’Ambiente dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che ha collaborato al progetto. “Questo è il dato dei morti in più rispetto alla media regionale nelle zone prese in esame – ha precisato Marcuzzi – e di sicuro molti di questi sono dovuti alla contaminazione ambientale. Ma ci sono anche altri fattori di rischio, e dire esattamente quante morti sono state causate dal solo inquinamento è impossibile”.
   Secondo le cifre presentate al convegno di Roma, poco meno della metà delle morti in soprannumero (43%) è stata causata da tumore, la cui frequenza è aumentata del 3,7%; mentre il 19% dei decessi é dovuto a malattie cardiocircolatorie e il 16% a patologie dell’apparato digerente. Tra i tipi di cancro più diffusi, prevale quello ai polmoni (45%), seguito da quello del fegato (11%). Dai dati diffusi durante il convegno è emerso che su 44 siti esaminati dal progetto (per un totale di circa 6 milioni di abitanti, distribuiti  in 298 comuni) 24 hanno visto un aumento della mortalità rispetto alla media regionale per le 63 cause di morte prese in esame. Mentre in 28 siti è risultata più alta la mortalità per tumore. “In alcuni casi – ha spiegato Pietro Comba, epidemiologo dell’Iss – come quello di Manfredonia, abbiamo visto che nonostante negli anni ‘70 ci sia stata una forte contaminazione da arsenico, la mortalità sia risultata minore, per effetto della bonifica. In altri siti, invece, come quello di Taranto, la mortalità è risultata più alta da tutti i punti di vista”.


L’ELENCO COMPLETO DEI SITI ITALIANI “FORTEMENTE INQUINATI” E QUINDI PERICOLOSI PER LA SALUTE DI COLORO CHE VI ABITANO - Nel nostro Paese ci sono 44 Sin (Siti di Interesse Nazionale) esposti a rischio da inquinamento. A mapparli è stato il progetto ‘Sentieri’ a cui hanno lavorato esperti dell’Istituto superiore di sanità, della sede di Roma dell’Oms e dell’università La Sapienza. L’elenco completo dei siti vede 15 aree pericolose al Sud, 21 al Nord e 8 al Centro. Ecco qui di seguito l’elenco completo dei Sin:
Aree industriali Val Basento (Potenza/Matera), aree industriali Porto Torres (Sassari), aree del litorale vesuviano (Napoli), bacino idrico del fiume Sacco (Roma/Frosinone), Balangero (Torino), Bari – Fibronitbasso bacino del fiume Chienti (Fermo), Biancavilla (Catania), Bolzano, Brescia CaffaroBrindisi, Broni (Pavia), Casale Monferrato (Alessandria), Cengio e Saliceto (Savona/Cuneo), Cerro al Lambro (Milano), Cogoleto-Stoppani(Genova), Crotone, Cassano-Cerchiara (Crotone/Cosenza), Emarese (Aosta), Falconara Marittima (Ancona),Fidenza (Parma), Gela (Caltanisetta), laghi di Mantova e polo chimico (Mantova), laguna di Grado e Marano(Udine/Gorizia), litorale Domizio-Flegreo e agro Aversano (Caserta/Napoli), LivornoManfredonia (Foggia),Massa CarraraMilazzo (Messina), Orbetello (Grosseto), Pieve Vergonte (Verbano Cusio Ossola), Pioltello Rodano (Milano), Piombino (Livorno), Pitelli (La Spezia), Priolo (Siracusa), Sassuolo-Scandiano (Modena/Reggio Emilia), Serravalle Scrivia (Alessandria), Sesto San Giovanni (Milano), Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Carbonia Iglesias/Cagliari/Medio Campidano), TarantoTerni PapignoTito (Potenza), Trento NordTriesteVenezia Porto Marghera. 


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