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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
sabato 16 aprile 2011
Per anni è stato detto e ripetuto che fra la destra e la cultu­ra c’era uno iato, un’ im­potentia coeundi oppure generandi , e da lì non po­teva venire altro che roba volgare, dozzinale, ma poiché la natura ha paura del vuoto ci ha pensato la sinistra a recitare anche quella parte in comme­dia.


Se negli anni Settan­ta del Novecento «uccidere un fasci­sta » non era «un re­ato », può anche darsi che negli anni Duemila del XXI secolo c’è chi possa pensare che gambizzare «un estremista di destra», secondo la definizione del quotidiano Europa , «un neofascista», secon­do Il Riformista , «un fasci­sta del terzo millennio», secondo Il Corriere della Sera , possa essere consi­derata un’attività sporti­va e quindi un passo avan­ti sulla via della concor­dia nazionale. L’Italia è davvero uno strano Paese e se la classe politica non dà il meglio di sé, non è che quella giornalistica, la classe dei colti, degli opinionisti e dei maître- à­penser , de­gli intellet­tuali sem­pre in catte­d­ra e dei pro­fessori più o meno emeri­ti, brilli per compostez­za. Per anni è stato detto e ripetuto che fra la destra e la cultu­ra c’era uno iato, un’ im­potentia coeundi oppure generandi , e da lì non po­teva venire altro che roba volgare, dozzinale, ma poiché la natura ha paura del vuoto ci ha pensato la sinistra a recitare anche quella parte in comme­dia. Prendete le loro fir­me migliori: è tutto un in­veire sui difetti fisici, veri e supposti, sull’indegnità del corpo che si rispec­chia naturalmente in un’indegnità dell’anima, sul minus habens che è un poveraccio e quindi una vergogna per la de­mocrazia, sul paragone zoologico: verme, lombri­co, larva. È un giornali­smo di sinistra lombrosia­no, con il sopracciò e con l’indice puntato: come è volgare l’avversario, e non si permetta di ridere, non c’è niente da ridere, dovrebbe vergognarsi di ridere, bisognerebbe che qualcuno gli spaccasse la faccia, così imparerebbe a non ridere. C’è sempre una statuetta o un trep­piedi da tirare, che sarà mai, quello sì che fa ride­re, è goliardia, uno scher­zo.
Colleghi un tempo iro­nici e disincantati, te li ri­trovi con la bava alla boc­ca a dare del servo, del venduto, del prezzolato, tra un conato di vomito e l’altro, baroni universita­ri amanti del popolo e del­la democrazia partecipa­tiva ti si ripresentano co­me fautori del golpe fatto con il pennacchio dei ca­rabinieri, e naturalmen­te c’è spazio per comici, guitti, can­tanti e sal­timbanchi di ogni gene­re e grado, quelli che siccome è satira posso­no dire «la qualun­ que»: l’av­versario co­me portatore di cancro, flagello sociale, sentina di ogni putredine, escre­mento umano. Senza andare a scomo­dare la memoria degli «an­ni di piombo», sorprende che i più eccitati nel lin­guaggio siano proprio quelli che, maneggiando­­lo per mestiere, dovrebbe­ro sapere che le parole so­no pietre, che c’è un lin­guaggio armato che spes­so e volentieri fa da batti­strada alla violenza arma­ta ( Do you remember «i cat­tivi maestri »? Non è basta­to, si vuole continuare?). Ma certo,c’è una volga­rità che è figlia della mo­dernità e un’impudicizia e una mancanza di gusto di cui si farebbe volentie­ri a meno. Ma il risveglio moralista di chi ieri sdoganava le giovannone coscia lunga e i pierini scorreggioni, teorizzava il diritto alla «sessualità innocente» dei più piccoli, sbraita­va contro la censura e inneggiava al corpo sciol­to, al corpo nudo, al sesso libero, al libero scam­bismo (sempre dei corpi, non delle merci), al porno d’autore e al porno per tutti, amava la società libertina del Settecento contrapponen­dola alla cupezza cattolica della Controrifor­ma, non voleva «né vergini né madonne, ma solo donne» un po’ fa ridere. Dopo decenni di battaglie contro le beghine,le«madonne pelle­grine », l’ipocrisia sessuale eccetera, eccetera, eccetera, ritrovarseli compunti a difesa del fo­colare domestico e contro la mercificazione della donna, lascia perplessi. Si può anche mandare, come accadde, Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Montecitorio, ma ritrovare gli ap­passionati di quella candidatura sdegnati del parlamento-bordello suona un po’ surreale. Ma certo, la destra è becera e un tempo so­steneva che i comunisti mangiassero i bambi­ni, ma la descrizione dell’Italia data dalla sini­s­tra colta, un concentrato di piduismo, mafia, camorra, un lupanare dalle Alpi alle Piramidi, una nazione di evasori fiscali e di debosciati rincretiniti dal tubo catodico che cos’è,acqua di rose,violetta Parma,Penhaligon’s (lo dicia­mo per la sinistra che occhieggia al British sty­le )? Poi si stupisce se l’italiano la manda a farsi fottere e non la vota neppure per sbaglio.

da "Il Giornale"



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