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domenica 3 aprile 2011
fallout-fukushima


Il fallout radioattivo causato dal disastro diFukushima è al momento paragonabile a quello di Chernobyl (1).
Le emissioni giornaliere di Iodio 131 dai reattori giapponesi sono al 74% rispetto a quelle della centrale ucraina, e quelle di Cesio 137 al 59%.
Chernobyl tuttavia bruciò per dieci giorni, mentre il disastro giapponese sta proseguendo da oltre quindici giorni e per il momento non è destinato a fermarsi.
Questi numeri mostrano che Fukushima è già un incidente di livello 7. Solo la reticenza dei governi, delle agenzie e delle lobby nucleari sta ritardando questa attribuzione.
A Chernobyl c'erano 180 tonnellate di combustibile nucleare, a Fukushima ce ne sono quasi dieci volte di più, 1760 tonnellate. (2)
E' abbastanza ovvio che siamo di fronte al più grave incidente tecno-industriale della storia dell'umanità. La salute di milioni di persone sul pianeta ne rimarrà influenzata, anche se sarà ben difficile dire come e quanto. (3)
L'incendio di Chernobyl proiettò in aria una miscela composita di isotopi radioattivi, mentre le emissioni dei vapori di Fukushima contengono soprattutto Iodio 131 e Cesio 137; questi due isotopi sono però ipiù dannosi per la salute.
Se lo Iodio si riduce a un millesimo (4) in circa 80 giorni, per il Cesio occorreranno la bellezza di 300 anni. Il cancro alla tiroide si manifesta nei bambini e nei ragazzi dieci anni dopo l'esposizione; il Cesio si deposita nei muscoli del corpo umano dove vi può restare per decine e decine di giorni.
Il Cesio verrà assorbito dalle piante e continuerà a rimanere nell'ecosistema molto a lungo.
E c'è ancora qualcuno che chiama tutto questo progresso.


(1) Lo riferisce il New Scientist, basandosi su uno studio dell' Istituto di Meteorologia e Geodinamica di Vienna, che a sua volta ha utilizzato le rilevazioni delle stazioni del CTBTO (vedi i quadrati rosa nella mappa in alto), disposte per monitorare i test nucleari militari clandestini.
(2) Si tratta sia di combustibile fresco sia irraggiato, cioè di scorie
(3) Come ricordava Gianni Mattioli, non c'è un livello di soglia al di sotto del quale la radiazione è innocua. I cosiddetti livelli massimi sono quelli a cui si iniziano a vedere correlazioni statistiche, ma con un po' di sfiga, basta una sola particella radioattiva a fare grandi danni. E' inoltre scorretto paragonare l'effetto dell'Iodio o del Cesio a quello delle radiografie; qui si tratta di nano particelle che possono essere ingerite o inalate e che quindi possono compiere danni all'interno dell'organismo.
(4) Dopo un tempo pari a 10 volte il tempo di dimezzamento, la quantità di isotopo (e quindi di radioattività) è calata di un fattore 1/(2^10), cioè 1/1024.





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