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martedì 11 gennaio 2011
 La città di Padova da 10 anni è fuorilegge riguardo ad un potente cancerogeno, il benzoapirene, che principalmente viene emesso in atmosfera da grandi complessi industriali e dagli autoveicoli. Il benzoapirene viene assorbito dalle polveri fini (pm10 e 2.5) che arrivano direttamente nelle basse vie respiratorie, da qui vengono trasferiti, tramite la circolazione del sangue negli organi vitali.
Dal 2000 al 2010, in città, la media annua di un nanogrammo per metro cubo di aria prevista dalla legge per il benzoapirene viene costantemente superata. A cui va aggiunto un altro primato, ovvero i 42 microgrammi per metro cubo del pm10 media annua, raggiunto a settembre 2010. La legge prevede una media annua del 40mg/m3. E’ evidente che occorre rientrare urgentemente nei parametri della legge e che i provvedimenti finora adottati non sono sufficienti. Tanto più che il 2010 è l’anno in cui in città è entrato in funzione il Metrotram.
La nostra città, che investe energie e capitali ed è centro di eccellenza per la ricerca dei tumori infantili, viene inserita dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, per i dati sull’inquinamento da benzopirene, come una delle aree più a rischio, accanto a città industriali come Taranto e Venezia o metropoli come Milano e Torino. Ma oltre al traffico veicolare in città operano da molti anni due impianti a forte impatto ambientale: l’inceneritore di San Lazzaro, dal 1962, e l’acciaieria di Riviera Francia e Maroncelli, dal 1974, ma ci risulta che nessun organo istituzionale abbia prodotto una indagine sanitaria per analizzare i danni alla salute dei padovani causati da queste aziende.
L’aria tossica della nostra città colpisce maggiormente i bambini, la fascia della popolazione che paga prima di altri gli effetti dell’inquinamento. I dati sull’aumento dei casi di leucemie infantili lo confermano. Chiediamo pertanto al Sindaco, autorità sanitaria locale, e all’assessore all’ambiente quali provvedimenti intendono adottare per tornare nella legalità.



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