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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

martedì 11 gennaio 2011
Abbiamo cercato di sensibilizzare le coscienze affinchè le Istituzioni prestino la dovuta attenzione alla salute pubblica e non a coloro che speculano sulla salute delle persone per fini di lucro, per indifferenza o per un pugno di voti.
Alcune delle emissioni degli inceneritori sono cancerogene e sappiamo scientificamente che non esistono soglie sicure al di sotto delle quali si possano consentire tali emissioni. Dobbiamo utilizzare ogni ragionevole strumento per eliminare del tutto gli inceneritori dal territorio italiano e mondiale.
Abbiamo pubblicato sul nostro giornale, l’intervista al dottor Stefano Montanari, nanopatologo di fama internazionale, e dal 2004 direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, il quale afferma che cio’ che produce la combustione dei rifiuti negli inceneritori, non è altro che una lunga serie di inquinanti che provocano patologie tra cui : cancro, ictus, infarto, tromboembolia polmonare, aborti, malformazioni fetali ed altre malattie.
Ci colpisce, altresì, come i media divulghino in modo distaccato, indifferente ed insufficiente, notizie sugli impatti sulla salute di tutte queste sostanze, dal momento che in generale la conoscenza nel particolare campo dell’esposizione agli agenti chimici è molto limitata . Sono stati condotti moltissimi studi sui danni ambientali provocati dagli inceneritori.
“I bambini sono le principali vittime dei rischi ambientali. E’ inaccettabile da qualsiasi punto di vista che i membri piu’ vulnerabili della società siano quelli che pagano il prezzo dei fallimenti nel proteggere la salute dai pericoli ambientali”, dr. LEE Jong-Wook, medico luminare e direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2003 al 2006.
“La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia e stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente pù fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat.” Professor Lorenzo Tomatis nel 1987 (Oncologo di fama internazionale, ex direttore dello IARC – International Agency Research of Cancer).
Alla luce di tutto questo ci sembra sia il caso di cambiare direzione di marcia, di fare un esame di coscienza e di chiederci verso dove stiamo andando , ma soprattutto quale futuro stiamo preparando per noi stessi e per i nostri figli ?

Dati allarmanti e sconcertanti sono senz’altro quelli evidenziati dalla dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa presso l’ ospedale di Forlì dove si è occupata sia di Prevenzione-Diagnosi Precoce che di Terapia dei tumori. A fine 2007 si è ritirata dall’esercizio attivo della professione. Fa parte dell’ Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL) sezione Forlì-Cesena, con l’incarico di vice presidente. Fa inoltre parte dell’Asociazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).
La dottoressa Gentilini afferma che in base a studi recenti, l’Italia detiene il record sull’incremento dei tumori infantili rispetto all’Europa. In Italia aumentano del 3,2% all’anno nei primi dodici mesi di vita, mentre negli Stati Uniti crescono al ritmo dello 0,6% all’anno. La morte è trasmessa ai neonati dal corpo delle loro madri. L’avvelenamento dell’aria e dell’acqua è stato tollerato nel nostro paese al punto tale che ormai morire di tumore sembra sia la cosa più naturale e che tutto questo si registra perchè abiamo il paese piu’ inquinato e piu’ corrotto al mondo.
L’oncologa denuncia, inoltre, falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla nostra salute e per occultare le nuove fabbriche di tumori. Nel comunicato stampa del ventennale dell’Associazione Medici per l’Ambiente del 25 novembre 2010, si vuole portare a conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Si fa riferimento ad un documento in particolare : il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.
Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.
Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.
Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì . E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati, sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. In pratica si arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, in base al livello di esposizione. C’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.
L’ultimo rapporto dell’OMS afferma che la probabilità di avere una diagnosi di cancro oggi riguarda il 50% della popolazione adulta, mentre nel rapporto precedente del 2006 riguardava il 25% in meno della popolazione. Nel 2030 il cancro sarà la prima causa di morte.
Sulla rivista Nature è stato pubblicato uno studio oncologico in cui i ricercatori sostengono che non è pensabile che con i farmaci e con la ricerca si arriverà alla soluzione del problema cancro. Le uniche soluzioni sono la prevenzione, a cominciare dal miglioramento dello stato dell’ambiente in cui ci costringiamo a vivere, o meglio, a sopravvivere e la conoscenza e con la partecipazione e l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute.

fonte

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

ragazzi finiamola...
si faranno anche male i prodotti che vengono fuori dagli inceneritori, ma a mio parere (e ne sono sicuro) faranno molto più male tutti quei cassonetti di immondizia che prendono fuoco assieme alla spazzatura (vedi napoli o campania in genere) e poi guardiamo l'aspetto positivo una volta tanto...
energia disponibile, posti di lavoro e un minor problema riguardante le discariche...
saluti... :)

Davide Zannoni ha detto...

Un inceneritore trasforma il rifiuto solido in un aerosol di rifiuti e altre sostanze prima inesistenti: una miscela chimica gassosa letetralmente micidiale. Il processo generativo di energia è 'a debito', a conti fatti. Circa il 30% dei rifiuti diventa cenere letale per ogni forma di vita. L'acqua viene suata a volte per teleriscaldare ma con costi di realizzazione dei circuiti idraulici davvero esorbitanti.
Biosogna farsi vedere i conti globali per poi vedere se davvero conviene 1) economicamente; 2) salutisticamente. Nel secondo caso è una moltiplicazione per zero: il risultato lo conosciamo tutti, spero.
Davide Zannoni

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